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Le Mura Messapiche

Muro Leccese si sovrappone in parte a una città messapica, di cui non conosciamo il nome. Le testimonianze archeologiche più antiche (VIII-VII secolo a.C.) appartengono a una comunità indigena (japigia), organizzata in nuclei sparsi di capanne.

Indice:

 

Pagina iniziale

copertinamura
Coordinamento scientifico
Liliana Giardino
Urbanistica del Mondo Classico
Facoltà di Beni Culturali, Università di Lecce

Testi
Teresa Oda Calvaruso
Facoltà di Beni Culturali, Università di Lecce

Progetto grafico,
scelta ed elaborazione delle immagini

Francesca Mastria, Paola Cillo
Facoltà di Beni Culturali, Università di Lecce



stemmamurobandierauelogobeniculturalistemmaregionepuglia
 

La città antica

Muro Leccese si sovrappone in parte a una città messapica, di cui non conosciamo il nome.
Le testimonianze archeologiche più antiche (VIII-VII secolo a.C.) appartengono a una comunità indigena (japigia), organizzata in nuclei sparsi di capanne.

Nel IV secolo a.C. l'abitato si trasforma in un centro a carattere urbano, con case regolarmente allineate lungo le strade.
Una cinta muraria a blocchi squadrati, lunga 4 chilometri, racchiude un'area di poco superiore a 100 ettari.
Accanto a Oria, Rudiae e Ugento, Muro è ora una delle città "maggiori" della Messapia, e certamente la più grande nel comprensorio occupato da Vaste, Castro e Otranto, da cui dista pochi chilometri.

Secondo l'usanza messapica le tombe sono poste all'interno e all'esterno delle mura.
Le iscrizioni in lingua messapica e i materiali antichi, provenienti da Muro Leccese e conservati al Museo Provinciale di Lecce, danno un'ulteriore conferma sul ruolo rivestito da questa città anonima nel Salento messapico.

Nel III secolo a.C. l'abitato si riduce drasticamente, forse a seguito degli scontri con Roma e della nuova organizzazione territoriale creata dai Romani nel Salento.

La prima testimonianza monumentale posteriore all'età antica, è rappresentata dalla Chiesa bizantina di S. Marina (IX-XI secolo d.C.).

piantamurogrande

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Area arancio Area arancio:
Area dell'abitato messapico, con cinta muraria e resti antichi

Area Grigia Area Grigia
Abitato moderno e principali monumenti di età medievale e postmedievale

 

Storia di una "Scoperta"

Le mura messapiche di Muro Leccese sono rimaste in vista per 2400 anni: dal momento della loro costruzione, nel IV secolo a.C., fino Nel 1558 Antonio De Ferrariis, detto il Galateo, le cita per la prima volta nel Liber de situ Iapigiae, e tre secoli più tardi lo studioso murese Luigi Maggiulli ne ripropone alcune immagini, descrivendo anche una porta presente sul lato nord (Monografia di Muro Leccese, 1871).

Pochi anni dopo (Bozzetti di viaggio, 1882) Cosimo De Giorgi riconosce i diversi tipi di pietra utilizzati per le mura e individua le cave di estrazione dei blocchi a nord e a sud dell'abitato, nelle contrade Brongo, Madonna di Miggiano e Poggiardo.

Nella prima metà del 1900 le mura messapiche sono ancora conservate in elevato per il loro intero percorso, come è documentato in un rilievo di Pasquale Maggiulli (Muro Leccese e le sue muraglie, 1937). Successivamente l'espansione edilizia moderna ne "cancellerà" tutto il lato occidentale.

Porta Nord, carta topografica
Muro Leccese 1992. Porta Nord
alt="Dipinto che rappresenta u n tratto delle Mura Messapiche"
Maggiulli 1871. Tratto delle mura in Località Sitrie

Le cave del Gallo a Poggiardo
Poggiardo. Cave del Gallo

Le indagini archeologiche recenti (1980, 1988-1992, 2000) si sono concentrate nella parte nordorientale delle mura (località Sitrie), uno dei pochi tratti monumentali oggi visibili, riportando alla luce la porta (Porta Nord) descritta da Luigi Maggiulli.

Foto del 1992 della Porta Nord
Muro Leccese 1992. Porta Nord
 

I tratti visibili

Le mura messapiche di Muro Leccese sono visibili per una lunghezza di quasi 1 chilometro nelle campagne ad est del centro moderno.

Esse sono oggi conservate per un'altezza di 3-5 filari, corrispondenti a 2-3 metri. Il corso del tempo e il riutilizzo dei grandi blocchi squadrati in edifici medievali hanno ridotto sensibilmente l'altezza originaria che, come a Egnazia, doveva essere di 7 metri circa.

I tratti più consistenti sono a nord (Sitrie) e a sud (Palombara) e spesso sono ricoperti da muretti a secco moderni, costruiti dai contadini con le pietre rimosse dai propri campi dopo le arature.

Via Dante Alighieri,
Via Dante Alighieri, Scuola Materna "Metto Negro", lato interno

Porta nord in una foto del 1992
Muro Leccese 1992. Porta Nord
Lato esterno alle Mura visibili in località Palombaro
Località Palombara, lato esterno

Lato esterno delle Mura in località Sitrie
Località Sitrie, lato esterno

Altri tratti, più limitati e appartenenti al lato ovest delle mura messapiche, sono visibili nel centro moderno, all'interno di edifici privati (via N. Sauro, via Gramsci, via Trieste, via Tripoli) o pubblici (Scuola Materna "Metto Negro").

 

Gli scavi recenti

Archeologi al lavoro
Archeologi al lavoro
Rilievo del tratto di mura riportato alla luce nel 2000
Rilievo del tratto di mura riportato alla luce nel 2000

Nel 1998 l'Amministrazione Comunale di Muro Leccese ha espropriato in località Sitrie un tratto delle mura messapiche, la porta Nord e una fascia di terreno antistante; nel 1999 ha stipulato un Protocollo d'Intesa con la Soprintendenza per i Beni Archeologici della Puglia e con il Dipartimento dei Beni Culturali dell'Università di Lecce per una ripresa delle indagini archeologiche a Muro Leccese.
Nell'estate 2000 un gruppo di studenti e laureati della Facoltà di Beni Culturali dell'Università di Lecce, sotto la direzione scientifica della prof.ssa Liliana Giardino, ha condotto un intervento di pulizia e di scavo su un tratto delle mura espropriate.

Le mura in corso di scavo
Le mura in corso di scavo

Il battuto esterno di tufina
Il battuto esterno di tufina

Una semplice rimozione del terreno accumulatosi nel corso degli anni ha rimesso in evidenza la monumentalità architettonica della cinta muraria di età messapica. Spessa 3 metri, e costruita con blocchi squadrati di pietra locale disposti su filari orizzontali, oggi visibili per un'altezza di 2-3 metri. I blocchi, grandi metri 1,50 x 0,70 x 0,50, sono sistemati per il lato lungo e per quello breve (rispettivamente, di taglio e di testa) a filari alterni. Le mura hanno una fondazione di due filari.
Lungo il lato esterno, è stato trovato in più tratti, un battuto di tufina molto consistente realizzato con i detriti di lavorazione dei blocchi, fortemente pressati. L'intervento di scavo ha confermato che le mura messapiche di Muro Leccese sono state costruite nel IV secolo a.C., ma ha anche individuato alcuni momenti della loro storia posteriore, come la riduzione dei grandi blocchi a pietre squadrate di dimensioni più piccole, utilizzati nella costruzione di edifici medievali e postmedievali.

Particolare delle fondazioni
Le fondazioni

Il lato esterno delle mura
Il lato esterno delle mura
 

Le mura Messapiche nel Salento

cartina del Salento con evidenza dei principali centri Messapici
Principali centri della Messapia di età ellenistica

Nel 1998 l'Amministrazione Comunale di Muro Leccese ha espropriato in località Sitrie un tratto delle mura messapiche,
la porta Nord e una fascia di terreno antistante; nel 1999 ha stipulato un Protocollo d'Intesa con la Soprintendenza per i Beni Archeologici della Puglia e con il Dipartimento dei Beni Culturali dell'Università di Lecce per una ripresa delle indagini archeologiche a Muro Leccese.
Nell'estate 2000 un gruppo di studenti e laureati della Facoltà di Beni Culturali dell'Università di Lecce, sotto la direzione scientifica della prof.ssa Liliana Giardino, ha condotto un intervento di pulizia e di scavo su un tratto delle mura espropriate.

I resti Messapici di Egnazia (Fasano)
Egnazia (Fasano)

Le mura in corso di scavo
Le mura in corso di scavo

Il battuto esterno di tufina
Il battuto esterno di tufina

Una semplice rimozione del terreno accumulatosi nel corso degli anni ha rimesso in evidenza la monumentalità architettonica della cinta muraria di età messapica. Spessa 3 metri, e costruita con blocchi squadrati di pietra locale disposti su filari orizzontali, oggi visibili per un'altezza di 2-3 metri. I blocchi, grandi metri 1,50 x 0,70 x 0,50, sono sistemati per il lato lungo e per quello breve (rispettivamente, di taglio e di testa) a filari alterni. Le mura hanno una fondazione di due filari.
Lungo il lato esterno, è stato trovato in più tratti, un battuto di tufina molto consistente realizzato con i detriti di lavorazione dei blocchi, fortemente pressati. L'intervento di scavo ha confermato che le mura messapiche di Muro Leccese sono state costruite nel IV secolo a.C., ma ha anche individuato alcuni momenti della loro storia posteriore, come la riduzione dei grandi blocchi a pietre squadrate di dimensioni più piccole, utilizzati nella costruzione di edifici medievali e postmedievali.

Particolare delle fondazioni
Le fondazioni

Il lato esterno delle mura
Il lato esterno delle mura
 

Località Sitrie

Porta Nord
Porta Nord

Panoramica delle mura
Panoramica delle mura
Vista di un tratto di mura
Mura

Prospetto delle mura
Prospetto delle mura

 

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