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Archeologia di un Borgo

Nell'alta Italia, come in altri stati europei, quali la Francia e l'Inghilterra, i borghi pianificati comparvero anche poco dopo il Mille, ed oggi vengono attentamente studiati e valorizzati.

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Indice:

IL CASTELLO PROTONOBILISSIMO

A CURA DI PAUL ARTHUR
Cattedra di Archeologia Medievale
Università degli Studi di Lecce

AUTORI
PAUL ARTHUR
MASSIMO LIMONCELLI
PAOLA TAGLIENTE

Stemma del comune di Muro  LecceseStemma della regione PugliaBandiera Europea
 

Il progetto Muro Leccese

Nell'alta Italia, come in altri stati europei, quali la Francia e l'Inghilterra, i borghi pianificati comparvero anche poco dopo il Mille, ed oggi vengono attentamente studiati e valorizzati. Basta pensare a le bastides di Re Edoardo I (1274-1307), o i paesi quali Civitella Veneto, con una pianificazione regolare che risale al 1199. In Italia meridionale la fondazione della maggioranza dei paesi attuali risale al medioevo e molti, durante la loro storia, hanno subito una trasformazione urbanistica, imponendo su di essi un'impianto regolare. Ma di questi, ancora troppo poco si sa. In Provincia di Lecce, questi ultimi anni si è assistito allo sventramento dei centri storici di molti paesi, in seguito alla metanizzazione o ai lavori di rinnovamento urbanistico, senza che si cogliesse l'occasione per effettuare delle indagini archeologiche mirate alla ricostruzione della loro dinamica insediativa. La tanta proclamata archeologia urbana, insomma, non ha sfiorato i centri minori, salvo pochi eccezioni. Fra questi, si può ora annoverare Muro Leccese dove, grazie ad una felice cooperazione fra il Comune di Muro, l'Università di Lecce e le Soprintendenze ai Beni Architettonici ed Ambientali e ai Beni Archeologici, si può ora delineare una storia insediativa che diparte dalla creazione di uno dei grandi centri messapici in Terra d'Otranto nel V secolo a.C. sino alla costituzione della città di Muro Leccese nel 2000.
Gli scavi nel centro storico di Muro, insieme alle indagini del suo territorio, hanno dimostrato come tra 1400 e 1500, si è verificato una notevole ridistribuzione del popolamento.

Cartina del Salento, con la posizione di Lecce, Brindisi e Muro Leccese

Piccoli centri medievali come Brongo o Miggianello, o presso la chiesa bizantina di S. Marina, sono stati abbandonati, mentre il sito dell'attuale centro storico è stato potenziato, con la realizzazione di un borgo
pianificato con strade ortogonali, ed insulae rettangolari, intorno ad una piazza di mercato, il tutto circondato da cinta muraria e fossato. Ciò testimonia una maggior razionalizzazione economica delle terre da parte delle famiglie feudatarie, preannunziando il Rinascimento. Il presente lavoro, nel sintetizzare alcuni dei risultati ottenuti dalle indagini archeologiche, pone la prima pietra per una sistematica ricostruzione e valorizzazione dei centri storici salentini. (P.A)

 

Gli scavi del Palazzo del Principe

Dal novembre '99 al marzo '02 il complesso cinquecentesco del palazzo del Principe è stato oggetto di una serie di campagne di scavo attraverso cui si è ricostruita la genesi del palazzo residenziale quale vero e proprio castello, e del borgo quattrocentesco di nuova fondazione. Indagini a ridosso delle facciate Nord e Sud della struttura hanno rivelato un impianto originario costituito da murature scarpate, tipiche dell'architettura militare del XV sec., circondate da un fossato profondo 4mt e largo più di 10mt, impostato su una preesistente opera di difesa risalente ad età messapica. Questo imponente fossato costruito a difesa del castello e del borgo di Muro, che conserva i segni evidenti di un'intensa attività di cava di blocchi da costruzione, venne colmato in parte all'inizio del XVI sec., per continuare la sua funzione difensiva con dimensioni ridotte fino alle soglie del Seicento, quando viene invaso da cisterne e pozzi funzionali alla vita del palazzo rinascimentale.

Palazzo del Principe: aree scavate

Palazzo del Principe: aree scavate Dati importanti sono emersi dallo scavo del cortile cui si accede dall'ingresso principale della struttura, dove attualmente è possibile leggere l'andamento delle murature scoperte durante le indagini archeologiche, ed in seguito ricoperte con un nuovo pavimento, grazie all'utilizzo di tipi di pietra diversi per ciascuna delle strutture identificate. In quest'area è stato messo i luce, e lasciato a vista in seguito ai restauri, un viottolo dell'antico borgo, costellato da silos scavati nella roccia, utilizzati dalla popolazione per lo stivaggio di derrate alimentari fino almeno al XVI sec. Qui si è anche identificata la fase basso medievale delle fortificazioni del borgo che, oltre al fossato prevedevano una cinta muraria larga circa 3mt.

Piatto smaltato con arma della famiglia Protonobilissimo (XVI sec.)
Piatto smaltato con arma della famiglia Protonobilissimo (XVI sec.)
Piatto smaltato con arma della famiglia Protonobilissimo (XVI sec.)
Piatto smaltato con arma della famiglia Protonobilissimo (XVI sec.)
Anfora graffita (XVI sec.)
Anfora graffita (XVI sec.)

Quanto rinvenuto in un ambiente di servizio proprio a ridosso di un angolo delle mura, in cui si è rintracciato un livello d'incendio e chiari segni di un abbandono repentino databile alla fine del Quattrocento, potrebbe essere interpretato come una conferma della tradizione che vuole la Terra di Muro oggetto di un attacco dei Turchi nel periodo del sacco di Otranto (1480-81). Sebbene questo evento "traumatico" (le cui tracce sono confermate anche dal rinvenimento in questo contesto di un proiettile da bombarda in pietra) non si possa riferire con certezza ai Turchi, segno sicuro della loro presenza è il rinvenimento di frammenti di vasi in ceramica proveniente da Iznik, in Anatolia.

Bacino invetriato con iscrizioni (XV sec.)
Bacino invetriato con iscrizioni (XV sec.)

Tra gli oggetti recuperati durante gli scavi del fossato e degli ambienti del castello, destinati a trovar posto nel costituendo Museo del Borgo, si annoverano anche vari utensili d'uso domestico databili dalla fine del XV al XVIII sec., ed inoltre vasi in ceramica prodotti del migliore artigianato salentino: piatti decorati con gli stemmi araldici delle due famiglie succedutesi al principato di Muro, i Protonobilissimo e i Pignatelli, forse di provenienza laertina, o raffinate brocche graffite con decori animalistici, bacini invetriati ed anforette dipinte prodotte dai vasai di Cutrofiano, Ugento e Lecce. Numerosi anche i reperti numismatici tra cui alcuni quattrini della zecca di Venezia, segno della presenza dei mercanti della Serenissima e della vivacità economica di Muro nel Rinascimento. (P.T)

 

Il Borgo Quattrocentesco

La pianificazione della terra di Muro, tuttora intuibile nella forma del centro storico, data al XV secolo. All'interno del fossato e della cinta muraria, alta probabilmente circa 8 metri, si sviluppavano le strade ortogonali che dividevano i quartieri in insulae rettangolari. A loro volta, le insulae furono suddivise in unità abitative o placae per accogliere le

famiglie contadine trasferitosi dai vicini casali abbandonati. Nel centro della terra ci sarà stata la chiesa ed una piazzetta che ospitava il mercato e i primi negozi fissi, in contrapposizione alle forme di mercanzia itineranti tipiche del Medioevo. Il vantaggio di questa nuova forma di villaggio "chiuso", voluta dal feudatario, era dato dal maggior controllo che poteva esercitare sulla forza lavoro, sulla produzione e sulla difendibilità dell'insediamento, rispetto ai precedenti villaggi "aperti". In questo periodo Muro, come altri paesi salentini, si dota anche di un trappeto sotterraneo, testimonianza di un incremento nell'olivicoltura.
La sfida dei prossimi anni sarà quella di restituire alla popolazione,attraverso le metodologie proprie dell'archeologia, la storia e le caratteristiche delle origini della città di Muro Leccese. (P. A.)

Muro Leccese: ipotesi ricostruttiva della cinta difensiva del Borgo (XVI sec)

Muro Leccese: ipotesi ricostruttiva della cinta difensiva del Borgo (XVI sec)

Il palazzo rinascimentale

L'attuale fisionomia del Palazzo del Principe è il risultato di una evoluzione edilizia avvenuta in 3 periodi. Il 1° periodo è relativo all'impianto fortificato del XV sec., documentato dagli scavi archeologici condotti nei cortili nord e sud del palazzo, che hanno evidenziato parte dell'antico muro di fortificazione di età medievale nell'angolo sud-orientale del Borgo, e del relativo fossato difensivo. Il 2° periodo (prima metà del XVI/primo quarto del XVII sec.), articolato in 4 fasi, si identifica nella ricostruzione del recinto fortificato a pianta rettangolare (fase 1) avvenuta nella prima metà del XVI sec. per opera del principe Giovanbattista Protonobilissimo. Questa strutture, posta a rinforzo dell'angolo sud-est del Borgo, è identificabile grazie ad alcune tracce del muro di fortificazione con toro marcapiano rinvenute sia nel cortile sud sia nel vano ascensore del piano terra.

Successivamente, a questo nuovo impianto fortificato, che andò ad occupare parte del fossato originario, furono aggiunti un torrione poligonale nell'angolo sud-est (fase IIA) ed una serie di nuovi ambienti a nord (fase IIB) e sud (fase IIC). Il periodo 3° (metà XVII/ fine XVIII sec.) è relativo alla smilitarizzazione del borgo, che perde così la sua vocazione di centro fortificato: il palazzo viene trasformato in residenza signorile con l'ampliamento e l'aggiunta, ad ovest, delle stalle (fase IIIA) e di nuovi ambienti ad est del recinto fortificato di XV sec.(fase IIIB), ormai inglobato nel palazzo. Ulteriori interventi di trasformazione, tra cui il rifacimento dell'attuale facciata avvenuto a partire dal 1797 per volere dei nuovi proprietari del palazzo, i principi Pignatelli, continuarono fino al XX sec., quando il palazzo fu adibito a industria manifatturiera.. (M.L)

Palazzo del Principe: successione dei periodi costruttivi
Palazzo del Principe: successione dei periodi costruttivi
 

 

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