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Area dell'itinerario

Castello Aragonese e parco delle Querce

Comuni interessati: | Castro | Diso
Mezzo di trasporto: Mountain bike
Tempo di percorrenza: 3 ore
Lunghezza: 9,5 km
Attività:

Ciclo-trekking, fotografia, approfondimento culturale

Organizzazione logistica:

partenza a piedi per le stradine di Castro altasempre a piedi, periplo delle mura del Castellopartenza in bicicletta dal Castello Aragonese di Castro (LE) arrivo al Parco delle quercesi parcheggiano le mountain-bike negli appositi porta-biciclette situati nel bosco e si prosegue a piedi lungo il sentiero perimetrale del boscocolazione al sacco nello spazio ricreativo del boscopartenza in bicicletta e imbocco della strada litoranea per le marine di Diso e da qui fino all'insenatura "Acquaviva"ritorno al Castello Aragonese

Consigli

Portare una bottiglietta d'acqua e un asciugamani.

Ambiente storico

Il Castello di Castro possiede una prima struttura difensiva risalente ad età normanno-angioina ed una risalente invece all'età aragonese. L'intera struttura fortilizia urbana è stata riprogettata nella seconda metà del '500 e dotata di una cerchia di mura con pianta ad esagono allungato e torrioni nei punti strategici dallo sviluppo complessivo di circa 800m e racchiudente un'area di circa 3ha. Il Castello, recentemente interessato da lavori di scavo, volti a riscoprirne le sue vecchie "fondamenta" messapiche, è circondato da un vecchio sentiero che costituisce, di fatto, il periplo delle vecchie mura della Città. Il periplo delle mura è costituito da un suggestivo percorso stretto tra le vestigia storiche della struttura difensiva ed i fazzoletti di terra in cui si alternano orti ed oliveti che degradano a terrazze verso il mare. Tra questi, i nuclei più antichi sono risalenti al '700 e quindi non mancano grandi esemplari di olivi secolari contorti dal tempo e dalla brezza salsa che giunge nelle giornate invernali di scirocco. Scorci di un paesaggio contadino fatto di vecchie porte, muretti, accessi e scalette in pietre tra le piccole particelle di proprietà si alternano alle ampie viste sul mare, in uno sfondo ideale dove lo sguardo si perde nelle leggende e nella storia di un paese che nel mare il suo più importante riferimento. Un piacevole zig-zag tra le belle stradine di Castro alta e un tratto di litoranea permetteranno di raggiungere il "Parco delle querce"; un tempo conosciuto come "Bosco Sgarra" rappresenta oggi, uno degli ultimi lembi della foresta di leccio che, fino al Medioevo, occupava una grande parte del territorio salentino. Prima di giungervi, nei pressi dell'incrocio che porta a sinistra a Castro marina e a destra alla Marina di Marittima si può notare sul lato sinistro della strada la vecchia "Torre di Diso", ormai ridotta a rudere e quasi del tutto nascosta dagli olivi.

Paesaggio naturale

Il "Parco delle Querce" di Castro è una piccola area boschiva di poco meno di 5 ha che costituisce uno degli ultimi nuclei relitti di lecceta lungo la costa "Otranto-S.M. di Leuca". Un tempo noto come "Bosco Sgarra" è oggi un bel punto di ritrovo dove i bambini possono giocare senza pericolo nell'area destinata alla fruizione ludica e gli adulti possono trovare momenti di svago e relax sotto grossi esemplari di leccio. Lungo tutto il percorso, pannelli didattici illustrano informazioni sintetiche sulla flora e la fauna della macchia mediterranea. La buona custodia del bosco ne ha consentito l'integrità in tutti questi anni. Il bosco è attraverso da un sentiero principale che ne traccia l'intero perimetro. La parte centrale è invece solcata da un canalone di raccolta delle acque piovane che scendono dalle località più alte della zona circostante come Marittima e Vignacastrisi. All'interno del Bosco, infine, in posizione ben visibile perchè vicino al sentiero nel tratto iniziale, è presente una struttura dolmenica (Dolmen Sgarra 1) a testimonianza di una antichissima frequentazione dell'area.

Paesaggio rurale

A valle e a monte della litoranea, sulla strada per l'Acquaviva, sono da segnalare gli elementi di maggiore attrazione del paesaggio rurale. In questa fascia è avvenuto il maggior numero di interventi di edificazione della zona costiera con la costruzione di un lungo cordone di abitazioni ad uso estivo, immerse nei giardini di proprietà e nei fazzoletti di terra ancora ben coltivati. Nonostante l'intensa urbanizzazione, la presenza dei terrazzamenti, con i relativi muri a secco di contenimento e di confine ed il mantenimento di colture tradizionali della zona come l'olivo, il fico, la vite, il carrubo, il cappero ecc, rendono questa area di particolare valore nell'ambito paesaggistico e della biodiversità agraria. A monte della litoranea si estende una serie ulteriore di terrazzamenti in cui domina nettamente la coltura dell'olivo; a questa si accompagna la presenza di numerosi carrubi, fichi e piccole aree di macchia poste dove la povertà del terreno agrario o la presenza di roccia affiorante hanno impedito qualsiasi forma di coltivazione. Tracce di un'architettura contadina straordinaria, ma quasi sconosciuta, sono infine le "mantagnate". Nel dialetto salentino "mantagnu" significa riparo e "mantagnata" è luogo riparato dal vento, immerso nel tepore dei raggi del sole. Così si chiamano quindi le muraglie di pietre a secco costruite per proteggere le piante (olivi, vite, fichi, ecc.) dal vento salso lungo la costa o semplicemente dai venti freddi nell'entroterra. Se ne possono osservare alcune proprio sul primo tratto di strada asfaltata che dal bosco si immette sulla litoranea Castro-Marina di Marittima.

Organizzatori

(Coop. Ulisside, C.E.A. di Andrano)

Email

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Telefono

0833 123456
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