San Nicola, vescovo di Myra, vissuto tra la fine del III secolo e l’inizio del IV, è uno dei santi più celebri e più amati.
Nacque a Patara in Licia, in Asia Minore, verso il 250 d.C. Il culto di San Nicola nella nostra Regione era già diffuso prima della trslazione da Myra a Bari avvenuta nel 1087. Lotestimonia la presenza di tante chiese nicolaiane anteriori a questa data, tra queste è importante Santa Marina di Muro Leccese, dove si conserva il Ciclo nicolaiano più antico di tutto il Mediterraneo e dove fino al XVI secolo si celebrava la liturgia in rito orientale.
Nicola è un santo popolarissimo grazie ai suoi miracoli di delicata carità, specialmente in favore dei piccoli e dei semplici. Le leggende più caratteristiche sono quelle dei marinai che il vescovo di Myra salva dalle tempeste (infatti i marinai considerano San Nicola tra i loro protettori) e quelle degli scolaretti (che lo venerano anch’essi tra i loro patroni).
Uomo per gli altri, San Nicola è solidale soprattutto con i più bisognosi. Famoso il miracolo delle tre fanciulle. Ancora giovane e ricco, grazie al suo provvido intervento fa desistere un padre dalla decisione di prostituire le proprie figliole per procurare loro la dote che le avrebbe messe in condizioni di trovare giovani disposti a sposarle.
Il giovane Nicola, con la sua testimonianza, propone quei valori cristiani che esaltano la dignità della persona.
Eletto vescovo di Myra nel 300, subì la pesecuzione contro i cristiani indetta da Galerio fino al 311. Dal 311 al 313, durante la peste e la carestia che colpì la città di Myra, per tutti fu un vero apostolo della carità.
Partecipò al Concilio di Nicea nel 325 quando la pace della Chiesa era provata soprattutto dall’eresia ariana. San Nicola oltre che a difendere la divinità di Cristo, convertì alcuni vescovi ariani.
A Myra fu difensore dei più deboli, convincendo l’imperatore Costantino a diminuire le imposte che pesavano sui più poveri.
Morì a Myra nel 334 e la sua tomba, nella chiesa a metà strada tra Myra e Andriake, fu ben presto mèta di pellegrini provenienti da varie parti del mondo.
Le sue ossa furono trafugate da Myra e trasportate a Bari nel 1087.
Oggi, sulla sua tomba, nella Basilica che porta il suo nome, cattolici e ortodossi s’incontrano per invocare nel nome di San Nicola il dono dell’unità della Chiesa di Cristo.
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