È difficile fissare l’inizio del Cristianesimo a Muro Leccese.
È certo però che il rito greco a Muro risalga all’epoca delle discordie politico-religiose tra Oriente e Occidente. In quest’epoca la Chiesa di Muro, che apparteneva all’Arcivescovo dI Otranto, sottrattosi alla giurisdizione del Pontefice Romano, riconobbe come Metropolita il Patriarca di Costantinopoli e adottò il rito e la cultura greca. Il Maggiulli (noto studioso murese dell’Ottocento) elenca i nomi di ben 33 arcipreti di rito greco, dal 1320 al 1588. Ultimo arciprete di rito greco fu D. Francesco Bello morto nel 1588. Primo parroco di rito latino fu D. Nunzio Limella nominato con la ‘Bolla’ del 7 luglio 1588.
Fu in questo periodo che furono edificate chiese e cappelle bizantine (S. Eutimio, S. Salvatore, S. Menna, S. Maria di Costantinopoli, S. Spiridione, S. Giorgio, S. Zaccaria, S. Barbara, S. Pantalone, S. Andrea, S. Maria di Corignano).
Molte di queste, oggi, sono completamente scomparse per autodistruzione o per esigenze urbanistiche, rimangono solamente nel ricordo degli anziani. Di alcune rimangono solo i ruderi, come per la cappella di Santa Barbara e di Santa Maria di Pompignano, o qualche elemento architettonico.
Restano S. Marina e S. Maria di Miggiano, tuttora aperte al culto.
S. Marina. Parete di fronte del primo arcone a sinistra: probabilmente è Santa Marina, attuale titolare della chiesetta