Muro Leccese si sovrappone in parte
a una città messapica, di cui non conosciamo
il nome.
Le testimonianze archeologiche più antiche
(VIII-VII secolo a.C.) appartengono
a una comunità indigena (japigia),
organizzata in nuclei sparsi di capanne.
Nel IV secolo a.C. l'abitato si trasforma
in un centro a carattere urbano, con case
regolarmente allineate lungo le strade.
Una cinta muraria a blocchi squadrati,
lunga 4 chilometri, racchiude un'area
di poco superiore a 100 ettari.
Accanto a Oria, Rudiae e Ugento, Muro è ora una delle città "maggiori" della Messapia, e certamente la più grande
nel comprensorio occupato da Vaste,
Castro e Otranto, da cui dista pochi
chilometri.
Secondo l'usanza messapica le tombe
sono poste all'interno e all'esterno delle mura.
Le iscrizioni in lingua messapica e i materiali antichi,
provenienti da Muro
Leccese e conservati al Museo Provinciale
di Lecce, danno un'ulteriore conferma
sul ruolo rivestito da questa città anonima
nel Salento messapico.
Nel III secolo a.C. l'abitato si riduce
drasticamente, forse a seguito degli scontri
con Roma e della nuova organizzazione
territoriale creata dai Romani nel Salento.
La prima testimonianza monumentale
posteriore all'età antica, è rappresentata
dalla Chiesa bizantina di S. Marina (IX-XI
secolo d.C.).
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Area arancio:
Area dell'abitato messapico, con cinta muraria e resti antichi
Area Grigia
Abitato moderno e principali monumenti di età medievale e postmedievale
COMUNE di MURO LECCESE
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