Città Messapiche

Presentazione

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Come molti altri centri del Salento (Oria, Mesagne, Cavallino, Nardò, Ugento, Castro, Otranto, Vaste, Soleto, Alezio) anche Muro Leccese si è sviluppato al di sopra di una cinta messapica. Fino agli anni '30 del 1900, l'abitato è stato di modeste dimensioni e i suoi edifici occupavano solo un settore centrale e molto limitato dell'abitato antico (fig. 4).
Nei decenni successivi, e in particolar modo in quelli più recenti, Muro ha conosciuto un'espansione rapida ed estesa che si è posta in un rapporto conflittuale e distruttivo con le testimonianze della sua storia più antica. Continui interventi edilizi hanno portato, soprattutto sui lati occidentale e meridionale, alla cancellazione dei resti archeologici ritrovati, purtroppo senza nessuna documentazione, grafica o fotografica, dello loro testimonianza.
Le perdite maggiori subite dalla collettività murese in questo periodo sono state indubbiamente la demolizione dei lati occidentale e meridionale della cinta muraria del IV secolo a.C. (fino ad allora conservati con la stessa monumentalità che oggi vediamo nelle località di Sitrie e Palombara, a nord e a est di Muro), e lo scavo "clandestino" di molte tombe, i cui corredi sono andati completamente dispersi prima di qualsiasi forma di registrazione. Anche l'Attività di tutela svolta dall'allora Soprintendenza Archeologica della Puglia ha potuto soltanto raccogliere, e non in tutte le occasioni, brevi testimonianze di quanto veniva di volta in volta distrutto dai lavori edilizi, mentre una totale assenza di comunicazione e di diffusione esterna dei dati raccolti ha di fatto ostacolato la formazione e la crescita di una memoria storica tra i cittadini muresi.

A partire dagli anni '80 l'Amministrazione Comunale di Muro Leccese ha deciso di stabilire un rapporto diverso con quella città messapica che rappresenta il momento più antico della sua storia urbana, puntando soprattutto all'acquisizione di alcuni settori dell'abitato antico, non ancora interessati dall'espansione edilizia moderna, e al loro inserimento nel tessuto culturale, economico e urbanistico della città, come testimonianze 'affioranti' del patrimonio storico racchiuso nel sottosuolo.
A tal fine, dal 1982 al 1998 sono state acquisite al patrimonio comunale diverse aree archeologiche in località "Sartina", "Palombara" e "Cunella", per una superficie complessiva di circa 20.000 mq ed alcuni tratti di mura messapiche lunghi circa 2000 metri.

Il secondo passo del nuovo percorso intrapreso dall'Amministrazione Comunale di Muro Leccese è stato la stesura di un Protocollo di Intesa con la Soprintendenza ai Beni Archeologici della Puglia e il Dipartimento di Beni Culturali dell'Università di Lecce. Siglato nel 1999 esso è finalizzato ad una indagine sistematica e completa delle aree archeologiche di proprietà comunale, affidata alla Soprintendenza con la collaborazione del Dipartimento di Beni Culturali dell'Università di Lecce.
Fino ad oggi (novembre 2002) sono state realizzate tre campagne di scavo, cui ha partecipato un folto numero di laureati e di studenti dell'Università di Lecce, sotto il coordinamento scientifico della prof.ssa Liliana Giardino, titolare della cattedra di Urbanistica del mondo classico.
La prima campagna (2000) ha interessato il lato nord delle mura, in località Sitrie, le altre due (2001 e 2002) il quartiere urbano antico di località Cunella. Incontri promossi dal Comune al termine di ogni campagna di scavo hanno reso partecipi i cittadini di Muro delle novità emerse dagli scavi e dei frammenti di storia che questi ultimi vanno ricostruendo.
A tutte le campagne di scavo, sostenute anche finanziariamente dall'Amministrazione Comunale, hanno dato un contributo essenziale un gruppo qualificato di "Lavoratori Socialmente Utili".

Il terzo passo è la salvaguardia di queste importanti testimonianze del passato e il loro inserimento nel quotidiano murese attraverso la creazione di alcuni parchi archeologici. Progetti in tal senso sono stati già presentati e finanziati dalla Regione. Essi riguardano non soltanto la città messapica, ma un percorso storico molto ampio che interessa tutti i momenti più importanti della storia urbana di Muro Leccese e che sarà sintetizzato con la realizzazione di un Museo della città all'interno del Palazzo del Principe.

E' in questa ottica di conoscenza del proprio passato e di comunicazione delle attività intraprese che si è pensato di dare una nuova diffusione al volume di Pasquale Maggiulli, uno dei pochi ricercatori e difensori della storia più antica di questa città, insieme al padre Luigi. I risultati che emergono dalla ricerche più recenti, e sinteticamente presentati in questo volume, confermano le ipotesi da lui proposte quasi un secolo fa e ne riconoscono le grandi capacità di studioso.

Arch. Salvatore NEGRO
Sindaco di Muro Leccese

 

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