Archeologia di un Borgo

Il Borgo Quattrocentesco

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Il Borgo Quattrocentesco

La pianificazione della terra di Muro, tuttora intuibile nella forma del centro storico, data al XV secolo. All’interno del fossato e della cinta muraria, alta probabilmente circa 8 metri, si sviluppavano le strade ortogonali che dividevano i quartieri in insulae rettangolari. A loro volta, le insulae furono suddivise in unità abitative o placae per accogliere le

famiglie contadine trasferitosi dai vicini casali abbandonati. Nel centro della terra ci sarà stata la chiesa ed una piazzetta che ospitava il mercato e i primi negozi fissi, in contrapposizione alle forme di mercanzia itineranti tipiche del Medioevo. Il vantaggio di questa nuova forma di villaggio “chiuso”, voluta dal feudatario, era dato dal maggior controllo che poteva esercitare sulla forza lavoro, sulla produzione e sulla difendibilità dell’insediamento, rispetto ai precedenti villaggi “aperti”. In questo periodo Muro, come altri paesi salentini, si dota anche di un trappeto sotterraneo, testimonianza di un incremento nell’olivicoltura.
La sfida dei prossimi anni sarà quella di restituire alla popolazione,attraverso le metodologie proprie dell’archeologia, la storia e le caratteristiche delle origini della città di Muro Leccese. (P. A.)

Muro Leccese: ipotesi ricostruttiva della cinta difensiva del Borgo (XVI sec)

Muro Leccese: ipotesi ricostruttiva della cinta difensiva del Borgo (XVI sec)

Il palazzo rinascimentale

L’attuale fisionomia del Palazzo del Principe è il risultato di una evoluzione edilizia avvenuta in 3 periodi. Il 1° periodo è relativo all’impianto fortificato del XV sec., documentato dagli scavi archeologici condotti nei cortili nord e sud del palazzo, che hanno evidenziato parte dell’antico muro di fortificazione di età medievale nell’angolo sud-orientale del Borgo, e del relativo fossato difensivo. Il 2° periodo (prima metà del XVI/primo quarto del XVII sec.), articolato in 4 fasi, si identifica nella ricostruzione del recinto fortificato a pianta rettangolare (fase 1) avvenuta nella prima metà del XVI sec. per opera del principe Giovanbattista Protonobilissimo. Questa strutture, posta a rinforzo dell’angolo sud-est del Borgo, è identificabile grazie ad alcune tracce del muro di fortificazione con toro marcapiano rinvenute sia nel cortile sud sia nel vano ascensore del piano terra.

Successivamente, a questo nuovo impianto fortificato, che andò ad occupare parte del fossato originario, furono aggiunti un torrione poligonale nell’angolo sud-est (fase IIA) ed una serie di nuovi ambienti a nord (fase IIB) e sud (fase IIC). Il periodo 3° (metà XVII/ fine XVIII sec.) è relativo alla smilitarizzazione del borgo, che perde così la sua vocazione di centro fortificato: il palazzo viene trasformato in residenza signorile con l’ampliamento e l’aggiunta, ad ovest, delle stalle (fase IIIA) e di nuovi ambienti ad est del recinto fortificato di XV sec.(fase IIIB), ormai inglobato nel palazzo. Ulteriori interventi di trasformazione, tra cui il rifacimento dell‘attuale facciata avvenuto a partire dal 1797 per volere dei nuovi proprietari del palazzo, i principi Pignatelli, continuarono fino al XX sec., quando il palazzo fu adibito a industria manifatturiera.. (M.L)

Palazzo del Principe: successione dei periodi costruttivi
Palazzo del Principe: successione dei periodi costruttivi
 

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