Barocco Salentino

Muro Leccese, dal XVI secolo in poi, ha conosciuto un'espansione edilizia straordinaria: un'architettura civile e religiosa e una produzione scultorea e pittorica tanto fiorenti da far diventare questa cittadina una "piccola capitale dei Barocco "salentino". I più importanti monumenti realizzati sono: Convento e Chiesa dei Domenicani, Chiesa del Crocefisso, Chiesa dell'Annunziata, Chiesa dell'Immacolata, Palazzo dei Principe, Colonna dei Quattro Evangelisti, Colonna Crocepinta, Palazzo Negri, Palazzo Papadia-Maggiulli, Frantoio Semipogeo dei Protonobilissimo.

Il Crocifisso di Brongo

chiesa del Crocifisso di BrongoQuesta chiesetta, una vera e propria delizia artistica, è situata in una delle zone più suggestive dell'agro murese, sulla via che da Muro Leccese conduce a Otranto, poco al di fuori della cinta muraria messapica, immersa nel verde di un meraviglioso parco.


La costruzione, iniziata nel 1573 , fu completata un quarantennio dopo (1613). L'opera è dovuta ad un voto di Cornelia delli Monti, vedova di Giovan Battista I Protonobilissimo. All'interno della chiesa di particolare importanza è lo stupendo Crocifisso in legno che si ammira sulla pala dell'altare maggiore, opera autografa di Placido Boffelli , noto scultore salentino del '600. I locali a ridosso dell'abside hanno ospitato sino al 1632 un piccolo convento per i frati di San Francesco d'Assisi.
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Chiesa e Convento dei Domenicani

Chiesa e Convento dei DomenicaniNon si può avere un quadro completo del profilo storico religioso di Muro, prescindendo dalla presenza dei padri Domenicani i quali, ebbero un'influenza particolare sulla popolazione. Sull'antichissimo cenobio dei Padri Brasiliani , dipendente dal gran Cenobio di Casole, fu eretto nel 1561 , per volontà del Principe di Muro Giovan Battista I Protonobilissimo, un suntuoso monastero sotto il nome di S. Spirito .Fu lo stesso principe a chiamare i padri Domenicani i quali, il 13 dicembre 1562 presero possesso del convento nella persona del Vicario Generale dell'ordine Pietro d'Alicante.



Nel 1583 Cornelia De Monti, moglie di Giovan Battista II Protonobilissimo, fece costruire la monumentale chiesa che ancora ammiriamo.

Nel 1809 , a seguito della normativa napoleonica sull'abolizione degli ordini religiosi, il convento fu soppresso. Il successivo governo dei Borboni invece di ripristinarlo, come fu fatto con tanti altri, sperperò il patrimonio e disperse i beni che si erano andati accumulando con le varie donazioni.Chiesa e Convento sono stati nel 1996 oggetto di restauro per ospitare la riunione del Consiglio dei Ministri dell'Agricoltura dell'Unione Europea, tenutosi nell'ambito dei Semestre italiano di Presidenza. San Domenico, convento e chiesa, è la sintesi dell'egemonia dell'arte rinascimentale nel Salento.


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Piazza del Popolo

Piazza del Popolo è sicuramente la " piazza più bella del Salento ": una piccola bomboniera di pietra leccese, di quella più calda nel colore e più dolce ai virtuosismi degli scalpellini. Sulla piazza prospettano, con casuale assonanza, le splendide chiese barocche dell'Annunziata e dell 'Immacolata , edificate la prima alla fine dei XVII secolo su una preesistenza bizantina e la seconda tra il 1778 ed il 1787 su una antica preesistenza, il Palazzo del Principe , il palazzo Ducale e la colonna dei Quattro Evangelisti, posta al centro ed eretta nel 1607.

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Palazzo del Principe

foto del Palazzo del PrincipeIl Palazzo è stato edificato nella prima metà del secolo XVI su una vecchia preesistenza medievale, una fortificazione databile alla fine del XV secolo che cingeva molto probabilmente tutto il borgo medievale. Nella zona nord del Palazzo è stato portato alla luce un fossato profondo circa quattro metri , ricavato nella roccia, e un tratto di muratura con il toro, caratteristica modanatura a tondino delle fortificazioni militari della fine del XV secolo. Inoltre, nel cortile del Palazzo, adiacente alla fortificazione, è stato individuato un viottolo in cui erano ricavati nella roccia delle fosse granarie di splendida fattura.

Il borgo antico , denominato "Terra" , è costituito da un agglomerato di piccole costruzioni distribuite lungo un dedalo di viuzze. Il Palazzo del Principe, che i muresi sino alla metà dell'ottocento chiamavano "Castello", insieme al borgo "Terra" costituivano sicuramente l'antico borgo fortificato mediovale di Muro Leccese.

Il palazzo dei principi feudatari di Muro Leccese, come oggi si presenta, è una splendida costruzione che presenta una facciata austera su piazza dei Popolo, arricchita da un portale con lo stemma dei Protonobilissimo (un dragone), da finestre e balconi di gusto rinascimentale. Nel tempo ha subito non poche trasformazioni, non ultima la sovrapposizione sulla facciata della struttura che regge il balcone al primo piano. Il palazzo, di recente restaurato, è destinato in parte a sede comunale e per il resto a contenitore culturale e a museo dove raccogliere sia i reperti medievali che quelli provenienti dall'antica città messapica, qui esistita fra il IV e il Il secolo a.C..

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Chiesa dell'Annunziata (Chiesa Matrice)

Chiesa dell'Annunziata (Chiesa Matrice)L' attuale chiesa fu edificata tra il 1681 e il 1693 su un preesistente edificio sacro di dimensioni inferiori. Il progetto è di due architetti muresi: Francesco Milanese e Giovanni Battista De Bellis . E' a tre navate e con pianta a croce latina. Sul portale d'ingresso si innalzano due statue raffiguranti la scena dell'Annunciazione. Oltre all' altare maggiore che proviene dalla chiesa dei Domenicani, vi sono altri sette altari . Di particolare rilievo quello dell'Annunziata, posto nel braccio sinistro del transetto, in cui le tele dell'Annunziata, dell'Immacolata e dell'Assunta e le quattro formelle raffiguranti storie della vita della Vergine si inseriscono in una pregevolissima e ricchissima macchina scultorea. Nel braccio destro del transetto si ammira l'altare dedicato a S. Antonio da Padova del 1714 di buona fattura.

La Chiesa dell'Annunziata, per la quantità e la qualità delle tele che accoglie, alcune di enormi dimensioni si può definire una vera e propria Pinacoteca. Vi si trovano, infatti, opere di alcuni tra i più importanti pittori salentini del '700. Oltre al murese Liborio Riccio , (1720-1785) vi hanno lavorato tra gli altri Serafino Elmo da Lecce (1696-1722) e Aniello Letizia .

Di Liborio Riccio è il capolavoro " La Cacciata dei mercanti dal Tempio" sul retrospetto. Dello stesso artista il "Sacrificio di Abramo", (braccio destro del transetto), la "Presentazione dei pani e del vino fatto da Melchisedek ad Abramo nel ritorno dalla vittoria contro i Re d'Oriente (braccio sinistro del transetto). Di Serafino Elmo, invece, sono le due tele raffiguranti "Davide danza durante il trasporto dell'arca" e "Eliodoro cacciato dal tempio" posti rispettivamente sulle pareti sinistra e destra del coro. Martirio di S.Oronzo e conversione di S.Oronzo nel retroprospetto. Nella zona dell'attuale battistero è visibile una tela di Donato Antonio D'Orlando (Nardò 1562-1622 ca.) raffigurante San Giovanni Battista. Sempre del D'Orlando sono le due tele collocate nella sacrestia, rappresentanti una "Madonna con Bambino tra S. Giovanni Battista e S. Francesco D'Assisi" e un "Perdono d'Assisi".

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Chiesa dell'Immacolata Concezione

Chiesa dell'Immacolata ConcezioneEretta intorno agli anni 1778-87 sui ruderi di una preesistente cappella che ospitava già una confraternita dedicata all'Immacolata. L'Architetto alessanese Emanuele Orfano progettò l'edificio e la relativa facciata in stile rococò.

Degna di rilievo è la statua dell'Immacolata in pietra leccese situata nella splendida nicchia sopra l'ingresso principale del tempio: opera del Vito Carluccio di Muro Leccese, autore tra l'altro dell' Obelisco di Lecce eretto in onore della visita del Re Ferdinando I di Borbone.



La Chiesa dell'Immacolata è una delle sette stelle del barocco . L'interno ad aula unica di forma ovale, che si conclude nell'abside rettangolare, è coperto da volta a botte unghiata, rivestita di stucchi, come le pareti finemente sagomate da specchiature e lesene coerenti al gusto della facciata in una rara continuità tra esterno ed interno. Il corredo pittorico delle chiese si compone da tele raffiguranti storie della vergine (Nascita, Purificazione, Annunciazione, Visitazione, Presentazione di Gesù al Tempio, Assunzione) di Pasquale Grassi. Il figlio Giovanni Grassi dipingerà nella controfacciata l'episodio di "Ester davanti ad Assuero. Altre tele di ottima fattura (L'unzione degli infermi, La giustizia, ecc. ) di autori ignoti completano il patrimonio iconografico della chiesa.

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